martedì 8 agosto 2017

Boulevard of broken dreams 1

Ci sono delle strade che io chiamo, come una canzone dei Green Day, strade delle promesse infrante, che ripercorro con la memoria in solitudine senza sapere dove conducono. O meglio si, lo so benissimo dove vanno a finire. Ma la testa ci va lo stesso.

La prima strada delle promesse infrante si chiama via della polveriera, nome assai azzeccato visto come andrà a finire la storia. La via che ancora oggi a distanza di dieci anni mi fa ancora battere il cuore, quando all'epoca dei fatti ero solo un ragazzino idiota che non sapeva come comportarsi nella vita. E pure lei lo sapeva, ma mi aveva accettato così com'ero: sfigato, impacciato e con quei capelli lunghi che tradivano il mio essere interiore. Quante volte ho percorso quella strada con il batticuore, quante volte i miei sogni sono andati perduti.

Mi ricordo quella volta che dovetti scappare da casa tua perché stava arrivando tua mamma, io che ero arrivato lì proprio perché se n'era andata. Tornò prima e dovetti fuggire in motorino, prendendomi la pioggia più intensa della vita, ho ancora impresso le gocce d'acqua nella schiena.

Tu eri sola come me, volevi qualcuno che ti capisse. Io volevo una ragazza. Alla fine non siamo stati nè l'uno nè l'altro. Ci siamo buttati via senza dirci addio, ci siamo persi per orgoglio, quello che ci ha evitato di fare il primo passo per ritrovarci. Ho ancora questo senso di colpa addosso, ogni anno bussa alla mia porta.

Una sera ero nella discoteca vicino casa tua. Mi stavo annoiando, così uscii e mi incamminai verso la tua casa. Ero lì fuori con i miei vecchi sogni e le luci spente. Guardai il campanello, il nome era strappato. In cuor mio sapevo già che te ne eri andata, solo non so dove.

So che ti sei rifatta una vita, che hai una famiglia, un figlio. Non potrei essere più felice per te. È la gioia che cercavi e che hai trovato.

Chissà se ci ritroveremo.
Chissà se potrai perdonarmi.

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