giovedì 11 maggio 2017

Solitudine

L'avete mai provata? Ognuno di noi sa cosa sia, e la vive in modo diverso.
C'è chi cerca di uscirne via in tutti i modi, per vedere gente e non stare da solo, nel senso fisico e concreto: se hai delle persone intorno non sei tecnicamente da solo.
C'è chi cerca rifugio nella lettura, o nei film, in cerca di emozioni che lo facciano riflettere, o semplicemente per spegnere il cervello.
C'è chi cerca la comunicazione, di parlare e di scrivere, quasi con tutti, per avere una risposta, uno stimolo.
C'è chi si trova a suo agio a stare da solo e chi no.

Decisamente io faccio parte della seconda categoria: vivendo da solo in un posto che neanche in cielo sanno della sua esistenza, è una sensazione molto facile da provare, e che ti segna.
Lo fa perchè non ti permette di evolverti come persona, ti fa rimanere chiuso nel tuo mondo e ti spinge a non esprimerti, a non confrontarti con ciò che c'è fuori. Almeno, per me è così.
Ma soprattutto.. la solitudine ti cambia. E non sempre è un bene.

Con la solitudine capisci meglio le persone. Diventi più riflessivo, cerchi di elaborare le sensazioni, e quando parli con gli altri diventa più facile ascoltarle, perchè sai come entrare in empatia con loro. Spesso mi viene detto che sono intelligente, a volte che ho una risposta pronta per tutti. Per alcune ragazze sono addirittura un consigliere personale.

La solitudine è un sentimento che è sempre pronto a segnalarti quando qualcosa non sta andando nel verso giusto: la paura di sentirsi solo ti fa capire i segnali di cedimento, i pericoli, le possibili avversità.
La solitudine ti fa essere realista e cinico: non esistono più i bei tramonti, solo dei soli che vanno in giù.
La solitudine ti può far sentire frustrato a livelli inimmaginabili.
La solitudine è sempre lì, a portata di mano.

Alzarsi e non vedere nessuno. Mangiare con la sola compagnia di una tv. Andare a letto senza nessuno da salutare, o guardare. Contornarsi di gente che ti fa desiderare di tornare a casa per non sopportare ancora una serata inutile. Evitare di sforzarsi per non ricevere delusioni. Evitare di programmare per non sentirsi dire di no. E, appunto, sentirsi dire di no. O essere dimenticato.

Per colpa della solitudine, e del mio modo di affrontarla, ho sbagliato spesso. Ho aiutato persone che non lo meritavano, ho partecipato a situazioni in cui era meglio starsene in un angolo, e ho buttato via amicizie, anche di lunga durata.
Mi illudo spesso di essere capito, di aver trovato la soluzione. Ma poi finisce tutto. E non riesco neanche più ad essere davvero felice: so che è solo un momento, poi passerà. E tutto tornerà come prima. Ho già sentito frasi di incoraggiamento, so già cosa si deve dire a persone come me.
So cosa voglio. Lo voglio abbastanza da chiudere gli occhi e fare finta di niente se qualcosa non va.
Oppure sorridere ed apparire rilassato quando in realtà sono capace di schizzare alla prima virgola sbagliata.

Vorrei essere capito. Questo fu il motivo per cui nacque il blog nel 2009.
Siamo nel 2017, sono passati 8 anni. Di acqua sotto il ponte ne è passata, e ancora sono al solito punto: la solitudine.

 

Nessun commento: