sabato 7 gennaio 2017

Steven Bradbury, una lezione di vita per tutti

Questa è una storia molto particolare, che mi ha sempre fatto ridere molto (in particolare perchè l'ho conosciuta grazie alla Gialappa's Band). Passavano gli anni ma continuava a farmi ridere. Negli ultimi mesi mi è capitato di ripensare a quest'uomo, questo Steven Bradbury di cui chissà se avete mai sentito parlare. E mi sono messo a fare un paio di ricerche, per capire meglio cosa nascondesse quella storia, così immensamente ridicola per essere vera.

Steven Bradbury è un pattinatore sul ghiaccio, specialità short track (un cerchio in cui vinci se sei il più veloce). Ha un talento per questa disciplina, nonostante venga da un paese in cui il ghiaccio non è propriamente l'elemento principale della vita (ovvero l'Australia). A 21 anni Steven ha già sul collo quattro medaglie vinte tra mondiali e olimpiadi. Tutto farebbe pensare ad una grande ascesa in quello sport, l'età è dalla sua parte. Non la vita però: durante una gara un suo rivale, cadendo, gli procura un profondissimo taglio ad una arteria. Perderà quattro litri di sangue, serviranno mesi e mesi di riabilitazione. Quando finalmente si rialza in piedi, Steven non è più quello di prima: non riesce a muoversi come vorrebbe, è lento, in uno sport dove la velocità è tutto. Ma continua lo stesso, e partecipa alle olimpiadi di Nagano 98, senza ricavare niente. La vita però sa essere dura, a volte troppo: un altro incidente, stavolta viene interessato il collo, ancora una volta deve fermarsi. Le olimpiadi di Salt Lake 2002 si avvicinano, lui vuole esserci, anche se la ragione, e il pragmatismo, imporrebbero una sana decisione: dire basta. Non è in grado di competere con gli altri, non ha una forma fisica accettabile, perchè forzare? Perchè non arrendersi?

 

La nazionale australiana ha vinto solo due medaglie olimpiche in quella disciplina; in entrambe era presente Steven Bradbury. Si ritirerà subito dopo, non ha più niente da dimostrare. Quella gara in cui chiunque avrebbe potuto vincere, l'ha vinta lui, dopo una carriera passata più a sognare di essere il talento di dieci anni prima, in un letto di ospedale. Ma dieci anni dopo, un incredibile yin yang pareggia fortune e sfortune. La vita gli ha ridato quello che sembrava avergli sottratto precocemente, senza nessuna responsabilità di Steven.
Chiunque avrebbe potuto vincere quella gara, bastava rimanere in piedi. E' questo che dice chi ha visto tutto dal divano, senza conoscere la storia di Steven Bradbury, l'uomo che ci ha insegnato a sperare, e di brutto.

4 commenti:

Irn ha detto...

la vita a volte sembra una barzelletta, di quelle che ridi tra i denti e intanto pensi, "speriamo non capiti a me!"

Deriolend ha detto...

però se ti tocca un oro olimpico..che ci vuoi fare? capita!

Irn ha detto...

Ah! l'altra faccia della medaglia! Ahaha XD
che tristezza ridere alle proprie battute

Deriolend ha detto...

è meraviglioso!