giovedì 27 agosto 2009

Tyrrell P34

Questo è un nuovo spazio del blog,che avrà come titolo "Macchine ed emozioni".Ogni volta sarà proposta una macchina che,in qualche modo,ha suscitato scalpore,perplessità,risate,o (più semplicemente),è rimasta nel cuore degli automobilisti (e nel mio).
La prima puntata è dedicata alla Tyrrell P34,ovvero la macchina quà sotto.
Questa è una storia carina da raccontare,soprattutto ora che siamo "in tempo di crisi" ;racconta di come un'idea potenzialmente stupida possa fruttare stima,ammirazione,successo e molti,molti soldi.

La Tyrrell,una della scuderie storiche della Formula 1,presenta la macchina che sconvolgerà la stagione 1976:una f1 a 6 ruote.Tutto il mondo è in visibilio:la Elf (grande compagnia petrolifera francese nonchè munifico sponsor della squadra) guadagna parecchi soldi solo distribuendo le foto ai giornali.I piloti promettono bene (Jody Scheckter,l'ultimo a vincere un mondiale con la Ferrari 26 anni prima dell'arrivo di Schumacher,e Patrick Depailler,il classico "uomo spogliatoio"),gli ingegneri sfornano innovazioni giorno dopo giorno e i soldi non mancano,ma la maggior parte degli addetti è dubbiosa:può essere veramente competitiva questa macchina?

La risposta è:può darsi.

Le quattro ruote davanti sterzavano bene,anche se lasciavano sempre qualche patema di troppo ai piloti,che disponevano di una piccola finestra per guardare se tutto andava bene (quella macchia nera sopra le gomme è la finestra),i freni erano a posto,aveva aderenza,ma le mancava qualcosa di importante:una reale capacità di evoluzione,di potersi migliorare.

Durante la stagione,comunque,la macchina si comportò abbastanza bene:arrivava quasi sempre a punti,e riusciva ad inserirsi come "rompiscatole" nella lotta per il titolo tra Hunt e Lauda (per la cronaca il titolo andò a Hunt) riuscendo addirittura a ottenere una doppietta con Scheckter vincitore nel GP di Svezia;il pilota sudafricano finì la stagione al 3° posto e Depailler al 4°,mentre nel campionato costruttori la Tyrrell sfiorò il secondo posto della McLaren di soli 3 punti.Alla fine tutti erano soddisfatti e pronti all'anno che stava per arrivare,ma è da quì che iniziarono a comparire i limiti del progetto.

Ogni cambiamento appesantiva notevolmente la macchina,la Goodyear (che forniva al team le gomme,in particolare quelle davanti che erano più piccole del normale) abbandonò il progetto ritenendolo troppo costoso,e Scheckter,l'uomo che l'aveva portata a vincere un gran premio,si accasò nel nuovo team della Wolff.La squadra lo rimpiazzò con Ronnie Peterson (talentuoso pilota deceduto dopo l'incidente nel GP di Monza del '78),ma la macchina era diventata troppo impacciata,lenta e con gomme vecchie.Così,la stagione 1977 fu un completo disastro,e l'anno seguente la Tyrrell tornò ad occuparsi di monoposto a 4 ruote come tutti gli altri.

Questa macchina rimarrà comunque un oggetto in grado di affascinare chiunque,per la sua follia e per il successo mediatico che ha riscosso,e rappresenta un po' della capacità di fantasia ed ingegno che,nella F1 attuale,sta per terminare.

1 commento:

Stefano ha detto...

Che bizzarro! Non la sapevo davvero di una f1 con 6 ruote!