giovedì 9 luglio 2009

Ordinaria vita 1


Sono le 19,10.
I bambini stanno dormendo,ma tra poco dovranno essere svegliati;la loro casa si sta avvicinando,i loro genitori li stanno aspettando.
Eccoci,nel quartiere delle case popolari,dove tutto è riconducibile all'era del comunismo più stretto:case uguali,stesse porte,stesse finestre,stessi posti per la macchina,stessi giardinetti davanti,e la lista potrebbe continuare.
I due gemelli scendono,la bambina si sdraia nel divano col suo cucciolo,il bambino va dal padre e gli fa vedere il disegno che gli ho fatto:una macchina.
Trova che dietro a questo disegno ci sia un po' di studio,di ricerca.
Gli spiego che fino a qualche tempo fa mi divertivo a disegnare macchine (rigorosamente dalla parte frontale) e che non ho mai imparato a farle di profilo.
Lui tira fuori l'album dei disegni,dei quadernoni dalle pagine ormai gialle,e mi spiega ogni disegno,quanto tempo ci è voluto,quanta fatica.
Ognuno di quei disegni è fatto con innegabile maestria;ci sono molti indiani,leoni,aquile,disegni da tatuaggio,moltissimi disegni sovrapposti,e qualche cosa simpatica per i figli,roba come Garfield,Topolino ecc.ecc.
Ogni foglio ha una dedica,quasi sempre uguale:Manuela ti voglio molto bene perchè sei la mia stellina del mio cielo buio e non voglio perdere la mia unica luce che brilla lassù.
Se non è per un figlio è per un suo amico scomparso prematuramente una decina di anni fa.
I disegni da lui mostrati vanno dal '99 ad oggi.
Mi dice che sarebbe potuto diventare un disegnatore professionista,che gli organizzatori di un concorso da lui vinto non gli hanno consegnato il premio in denaro,che il suo negozio di tatuaggi è fallito,che ora va a fare le arselle (rastrellare in cerca dei molluschi che vivono nelle conchiglie che si trovano nel mare),e che vive in una casa popolare con una moglie e quattro figli,una 600 ed una Vespa con uno stop rotto.
Sono stato ad ascoltarlo per una buona mezz'ora,con suo figlio di 6 anni sopra alle mie gambe ad ascoltare praticamente tutta la sua vita,e pensare che tutto era partito per spiegare al ragazzino che alcune volte i disegni sono più belli in bianco e nero.
Amico mio,hai più del doppio della mia età,ma se smetti di sognare,hai ancora una possibilità di dimostrare ai tuoi figli che si può cambiare un destino apparentemente già segnato.
Dì ai tuoi figli che non si scrive "Garfil" e neppure "Blec Oc Dauwn".

3 commenti:

elettra ha detto...

Anche io sono per le cose pratiche... inutile piangersi addosso...si stringono i denti e ci si dà da fare...cominciando appunto dalle cose semplici e fattibili...

Laura S. ha detto...

He he he!
XD
Che cosa incoraggiante questa, per me!
XDD
Ciao

Pupottina ha detto...

i piccoli passi racchiudono la saggezza che porta ai cambiamenti

^_____________^

buona giornata di sole